Monferrato Rosso DOC “Sonvico"

Vinificazione

Raccolta manuale dei grappoli migliori e a completa maturazione verso la terza decade di settembre; diraspapigiatura soffice con successiva fermentazione sulle bucce in vasche di acciaio inox a temperatura controllata per 15-20 giorni a 26-28°C; frequenti follature e rimontaggi

Vinification

Manual harvesting of the best bunches and full maturation towards the third decade of September; vinification with destemming crush and maceration with skin contact in steel tanks with temperature controlled of 26-28°C for 15-20 days; frequently pumping over and punching down

Vitigno

Vitigno | Barbera, Cabernet Sauvignon
Esposizione | Sud
Forma di allevamento | Guyot
Anno di impianto del vigneto | 1989
Numero di ceppi per ettaro | 4200
Altitudine | 220 m S.L.M.
Natura del terreno | Calcareo tendente al sabbioso
Fermentazione malolattica | Svolta in acciaio
Affinamento | da 20 a 24 mesi in barriques di rovere francese di media tostatura, sei mesi in acciaio inox
Affinamento in bottiglia prima dell’immissione al consumo | 12-18 mesi
Prima annata di produzione | 1995
Capacità bottiglie | 0,75 - 1,5 - 5 l
Bottiglie prodotte | 1500 - 2000 a seconda dell’annata
Temperatura di servizio | 18°C

Vine

Grape variety | Barbera, Cabernet Sauvignon
Exposure | South
Training sistem | Guyot
Year of planting | 1989
Plants per hectare | 4200
Altitude | 220 meters above sea level
Soil composition | Calcareous tending to sandy
Malo-lactic fermentation | Carried out in steel tank
Aging | 20-24 months in barrique of French oak medium toast, 6 months in steel tank
Aging in bottle before the sale | 12-18 months
First vintage production | 1995
Capacity bottles | 0,75 - 1,5 - 5 l
Quantity of bottles | 1500 - 2000 depending on the vintage
Serving temperature | 18°C

Da questo matrimonio tra i vigneti più vecchi di Barbera e di Cabernet Sauvignon nasce un vino austero, strutturato, complesso ed intrigante, che tanti premi e soddisfazioni ha portato alla Cascina La Barbatella. Il tannino deciso del cabernet e la fresca struttura della barbera uniti ad un lungo invecchiamento in cantina donano un vino che sa concedersi appieno ai suoi ammiratori solo dopo i dovuti anni di invecchiamento, ma che sa diventare eterno ed è da sempre un qualcosa di speciale per noi, in quanto racchiude in se i ricordi e la storia della nostra azienda fin dalle sue origini.

From this marriage between the oldest vineyards of Barbera and Cabernet Sauvignon was born an austere wine, structured, complex and intriguing, which many rewards and satisfactions led to Cascina La Barbatella.
Cabernet strong tannin and fresh structure of the Barbera together with a long aging in the cellar a wine, give a wine that knows fully enjoy his admirers after the necessary years of aging but able to become eternal and it has always something special for us; it encloses the memories and the history of our company since its inception.

Sonvico. La storia di una etichetta

Monferrato rosso Sonvico DOCG

Uno dei primi interventi rivoluzionari di Cascina la Barbatella in territorio piemontese fu, per mano del fondatore Angelo Sonvico, la conversione degli esistenti vigneti di Barbera a Cabernet Sauvignon. Gesto inizialmente poco gradito dalla popolazione nicese e successivamente apprezzatissimo dopo i primi assaggi.

La leggenda narra che per sollecitare e accompagnare la crescita delle novelle viti di Cabernet, in Cascina la Barbatella si usasse diffondere a volumi elevati i brani di piano forte di Fryderyk Chopin, mi correggo di… Fortepiano.

Da qui le prime etichette del vino rosso Sonvico raffigurano il Fortepiano di Chopin che oltre alla nota storica evoca il rapporto di equilibrio e di armonia che caratterizza questo vino complesso, austero, importante e allo stesso tempo, avvolgente e di grande beva.

Quando nel 2012 abbiamo deciso di rimettere mano alla linea di etichette dei nostri vini e dare un nuovo vestito a tutte le nostre bottiglie, ho cercato fortemente la sintesi e l’essenzialità delle immagini.

La pulizia di tre tasti bianchi e due neri su fondo bianco, la semplicità di rettangoli che si giustappongono tra di loro ma che sono il preludio di un’esperienza assimilabile all’ascolto di una sinfonia di suoni e emozioni da inseguire e fissare nella memoria.

Etichetta di Enrico Bellini e Lorenzo Perego

Sonvico. Label's history

Monferrato rosso Sonvico DOCG

One of the first revolutionary intervention of “Cascina la Barbatella” in the territory of Piedmont. Thanks to his founder, Angelo Sonvico, we attended the conversion of the existing Barbera vineyards to Cabernet Sauvignon. Initially unwelcomed by the locals, it was, later, highly appreciated after the taste of his first glasses.

The legend says that to encourage and accompany the growth of the new Cabernet vines, at Barbatella they used to spread, at high volumes, Fryderyk Chopin’s pieces, played with the pianoforte. Or better said… Fortepiano.

That’s the reason why the first labels of the Sonvico red wine depict Chopin’s Fortepiano which, in addition to the historical note, evokes the relationship between balance and harmony, that characterizes this complex, austere, important and, at the same time, mouth-filling and very drinkable wine.

When in 2012 we decided to redesign the line of labels of our wines and give a new outfit to all our bottles, I strongly looked for the synthesis and essentiality of the images.

The cleanliness of three white and two black keys on a white background, the simplicity of rectangles that juxtapose each other, which are the prelude to an experience similar to the act of listen to a symphony of sounds and emotions, that have to be pursued and fixed in memory… that’s what we looked for.

Label by Enrico Bellini and Lorenzo Perego

Pierluigi Rivella

Ho conosciuto il Signor Angelo Sonvico verso la fine degli anni ’80 ed il titolare de “Cascina La Barbatella” è stato da subito una persona molto interessante, simpatica e carismatica. Mi è sembrato come un vero pioniere che seguiva le proprie idee nel tracciare una via che per il mondo vinicolo di Nizza Monferrato, a quel tempo, è parsa molto avveniristica ed avventata.

A dire il vero in quel di Nizza c’era già qualche produttore che stava lavorando bene sulla qualità della barbera, parlando di territorio ed etichette legate alle cascine di produzione delle uve, ad esempio Clemente Guasti ed Arturo Bersano. Il desiderio di Sonvico era però quello di andare oltre: produrre il miglior vino possibile in quello splendido ritaglio di territorio de La Barbatella, al Bricco di Nizza, sulla strada dell’Annunziata.

Allora si iniziò con l’attento recupero dei vecchi vigneti impiantati a barbera ed i nuovi impianti sempre di barbera, ma anche di cabernet Sauvignon, destinati alla produzione di un taglio bordolese che per Nizza forse è stato il primo. Un vino destinato a fondere le caratteristiche dei due vitigni ed a durare nel tempo, a percorrere le strade del vino portando alto il nome di Sonvico, della Barbatella, dell’enologo Giuliano Noè, ma anche quello di Nizza Monferrato.

La prima produzione del vino denominato semplicemente “La Vigna di Sonvico”, successivamente compreso nella d.o.c Monferrato, fu quella della vendemmia 1989 e cominciò subito a fare incetta di premi e recensioni:

  • L’annata ’89 fu premiata quale miglior vino italiano al Concorso Mondiale di Montreal ’92;
  • 3 bicchieri rossi ininterrottamente dall’annata 1990 all’annata 1998 e poi varie altre volte nelle annate successive;
  • Recensioni delle miglior guide e riviste vinicole che proseguono tuttora;
  • Presenza in tantissimi ristoranti ed enoteche importanti sia in Italia sia all’estero.

Insieme occorre anche valutare le presenze registrate in cascina nel corso degli anni da parte di pubblico “del mestiere”, ma anche di tantissimi eno-appassionati e cultori del buon vino che, attraverso la visita dal produttore, vogliono rendersi conto da vicino di come si ottengono prodotti di quel tipo. Movimento che ora sta soffrendo per i noti motivi salutistici, ma che siamo certi potrà riprendere a breve per la soddisfazione di tanti, ma anche per lo staff della Barbatella.

Pierluigi Rivella

I met the owner of “Cascina la Barbatella”, Mr. Sonvico, in the end of ‘80s and he was immediately an interesting, nice and charismatic person. He seemed to me like a true pioneer who followed his own ideas, trying to trace a path that, for the wine world of Nizza Monferrato, at that time, appeared too futuristic and reckless.

To be honest, in Nizza there were already some producers who were working hard on the quality of the Barbera, above all regarding the territory and labels linked to the grape production companies, like Clemente Guasti and Arturo Bersano. Sonvico’s desire was to go further: to produce the best wine as possible at Barbatella, that beautiful piece of territory located in Bricco of Nizza, through the Annunziata road.

Then, the first step was an accurate recovery of the old vineyards planted with barbera and the new plants, again with barbera, but also those planted with cabernet sauvignon, intended for the production of a Bordeaux blend that was, perhaps, the first one for Nizza. A wine born to blend the characteristics of the two vineyards, to last over time, to travel the wine roads carrying high the name of Sonvico, of La Barbatella, of the oenologist Giuliano Noè and, of course, that of Nizza Monferrato.

The first production of this wine, initially only named “La Vigna di Sonvico” and included, in a second time, in the DOC of Monferrato, was the one dated 1989 and it started immediately to gain awards and reviews:

  • The vintage production of 1989 was awarded as the best Italian wine at the Montreal’s World Competition in 1992;
  • Tre Bicchieri Rossi” from 1990 to 1998 nonstop and other times in the following years;
  • Positives reviews of the best wine guides;
  • Great demand in a lot of restaurants and wine shops, both in Italy either abroad.

Furthermore, it is also necessary to evaluate the attendances registered in the company over the years, not only by the “professional” public, but also by many eno-enthusiasts and lovers of good wine who, thanks to a visit to the producer, want to understand closely how they get those kind of products.
A movement that is now suffering for well-known health reasons, but which we are sure will be able to resume shortly to the satisfaction of many, but also for the staff of La Barbatella.

Note organolettiche

Un vino affascinante, nato dal connubio tra l’internazionale Cabernet Sauvignon e l’autoctona Barbera. Il colore è rubino, carico, intenso. Già dal profumo si percepisce il blend, con il frutto maturo della barbera, le spezie e l’eleganza del Cabernet ben integrate con la complessità e l’austerità data dal lungo affinamento in legno. In bocca è ampio, ricco, persistente, sorretto da una piacevole acidità e tannini lunghi e setosi. Un vino dalla lunga vita. Claudio Dacasto

Tasting notes

A fascinating wine, born from the union between the international Cabernet Sauvignon and the autochthonous Barbera. The colour is ruby, full, intense.The blend can already be perceived from the perfume, with the ripe fruit of the Barbera, the spices and the elegance of the Cabernet well integrated with the complexity and austerity owed to the long aging in wood. The mouthfeel is broad, rich, persistent, supported by a pleasant acidity, long and silky tannins. A long living wine. Claudio Dacasto